Le sue opere recenti riguardano la creazione, la conservazione e il recupero delle memorie. Numerose immagini da lui usate hanno origine nella sua ricerca sulla genealogia dei minatori dei villaggi nel Lancashire, una regione del Nord dell'Inghilterra dove è cresciuto. Molti suoi antenati erano minatori ed egli sempre, anche da bambino, era affascinato dai frammenti arrugginiti provenienti dalle industrie minerarie che si possono trovare abbandonati sulla terra desolata dove, un tempo, esisteva una comunità fiorente.

L'utilizzazione dell'acciaio come un supporto è una caratteristica in alcune delle sue recenti opere. Gli "oggetti trovati", inseriti nei suoi quadri, e nelle sue installazioni, servono come 'mnemagoghi' per stimolare le fantasticherie personali dello spettatore; un anamnesi. La frammentazione è un elemento potente ed egli cerca di proporre un'archeologia, un'escavazione del subconscio, una mappa stropicciata dell'anima. Velando e oscurando, tenta di suggerire il mistico e il misterioso.

La memoria non è n é pura n é innocente. Possiamo scegliere di ricordare o dimenticare, di rivelare o nascondere, di seppellire o esumare. La memoria è fluida e nel raccontare il passato ancora una volta, incontriamo versioni che non riconosciamo.

L'artista è anche interessato all'interazione esistente fra l'arte, il tempo e i luoghi. Nel 2000 ha allestito tre mostre in Italia. Una era situata in una sala abbandonata di un vecchio manicomio e un'altra in una galleria ricavata da una chiesa antica e sconsacrata. La sovrapposizione del presente sulle striature del passato è un concetto rilevante nel suo lavoro attuale: è l'arte come palinsesto.

 
     
     

 

Le opere

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